La 103ª edizione della Pikes Peak International Hill Climb 2025, meglio conosciuta come "Race to the Clouds", si è disputata il 22 giugno, confermando ancora una volta la reputazione iconica del Colorado come il crogiolo dove l'innovazione automobilistica si scontra con la gravità, il clima e il puro coraggio.

Fondata nel 1916, Pikes Peak è la seconda gara automobilistica più antica degli Stati Uniti, celebre, o forse infame, per la punitiva salita di 12,42 miglia e i 156 tornanti, che salgono quasi 4.800 piedi dalla linea di partenza a 9.390 piedi fino alla vetta a 14.115. Nel corso dei decenni, grandi marchi, team provenienti da garage underground e i protagonisti della storia delle salite in montagna hanno rischiato tutto su questi pendii, rendendo l'evento imperdibile per gli appassionati di auto e un banco di prova ingegneristico per i costruttori e i tuner più audaci del mondo.

Nel corso del 2025, la maggior parte delle speculazioni si concentrava sul fatto che la nuova generazione di vetture elettriche e ibride, in particolare la Ioniq 5 N di Hyundai con il ritorno di Evasive Motorsports, potesse minacciare i consolidati team a combustione interna o addirittura avvicinarsi al record assoluto intoccabile di Loeb del 2013. Kit aerodinamici, soluzioni di raffreddamento e mescole di pneumatici erano al centro dell'attenzione, con ingegneri e piloti concentrati al laser sulla gestione termica e sulla dissipazione dei freni ad alta quota. Nomi noti come Rob Walker e Tom Tang sono tornati per sfidare la montagna, con i social media che alimentavano le speculazioni secondo cui quest'anno potrebbe finalmente vedere qualcuno colmare il divario con quei leggendari giorni di gloria sub-9 minuti.

Per me, la giornata di gara vera e propria ha consegnato tutto il dramma che i veterani della PPIHC si aspettano. La pioggia notturna ha lasciato spazio a un cielo che si riscaldava rapidamente, riservando ai team il classico colpo di scena di Pikes Peak mentre la superficie della pista passava da tratti umidi a asfalto che si riscaldava velocemente.

L'ordine di partenza ha favorito le classi più veloci all'inizio, con i concorrenti Unlimited e Pikes Peak Open che inseguivano aria fresca e densa. Una sosta a metà gara per un improvviso arrivare della nebbia: un fenomeno notorio del miglio 16, ha costretto ad aggiustamenti tattici in una frazione di secondo, scardinando l'ordine di gara e mettendo stress aggiuntivo sui sistemi di raffreddamento e sugli pneumatici surriscaldati negli ultimi miglia.

Il veterano Rob Walker, al volante della monoposto in classe exhibition di Evasive, ha conquistato il primo posto in classe con un tempo superiore a diversi dei costrutti a maggiore potenza, provando ancora una volta quanto la disciplina di guida e la gestione intelligente dell'energia possano ribaltare gli equilibri in montagna. Tom Tang ha consegnato una salita pulita e veloce per finire 11º in classifica generale e 6º in Unlimited, mentre le nuove iscrizioni in GT4 e Time Attack hanno regalato un mix di delusioni (con due ritiri per surriscaldamento) e sorprendenti record personali per i privatisti.

Da un punto di vista ingegneristico, le temperature fluttuanti della giornata e l'aria rarefatta ad alta quota hanno messo alla prova l'assetto di raffreddamento e aerodinamico di ogni team. Proprio come nel mio mondo dei film di protezione della vernice: puoi solo teoricamente modellare così tanto fino a quando la montagna non rivela i punti deboli nel tuo stack di materiali.

Walker ha vinto l'Exhibition, Tang P6 in Unlimited, e meno della metà del campo ha visto la vetta senza grandi drammi. Il bilancio 2025: nessun record assoluto è caduto, ma la relentless caccia e lo spettacolo dell'ingegneria al limite sono rimasti feroci, e puri, come sempre.

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Wessen Char è la petrolhead di UPPF che ancora piange la scomparsa della Saab (e ha guidato la sua 9-5 NG fino al 2025). Viaggia tra USA ed Europa per coprire eventi automobilistici. Riconosce il fascino tech delle auto elettriche ma si chiede se lo spostamento inesorabile verso il tutto digitale sia davvero un miglioramento assoluto. L'analogico aveva più anima in qualche modo :)