C'è qualcosa in una rally che termina nel luogo più basso della Terra che la rende più seria di quanto la sua distanza competitiva sotto i 200 chilometri suggerirebbe. La Jordan Rally ritorna dal 14 al 16 maggio 2026 come terza prova del Campionato Rally Medio Oriente FIA (MERC), ancora una volta con base presso il Mövenpick Resort and Spa Dead Sea, con arrivo ceremoniale presso HoverUp Park, 430 metri sotto il livello del mare.
La narrazione pre-evento è costruita intorno a un numero: 18. Il qatarino Nasser Saleh Al-Attiyah sta inseguendo la sua 18ª vittoria in Giordania dal 2003 alla guida della sua Škoda Fabia RS Autotek Motorsport, sommato al 21º titolo regionale che sta anche perseguendo quest'anno. Ha vinto l'opening round in Oman, si è ritirato in Qatar, e arriva al quarto posto in classifica, a pari punti con l'ex campione regionale Abdulaziz Al-Kuwari. La matematica è complicata per lui ma non impossibile.
Davanti a lui, tre nomi contano. Il leader della serie Nasser Khalifa Al-Atya, il veterano qatarino a 47 punti dopo due terzi posti consistenti, guida anche la nuova classifica FIA Master Driver. Il saudita Hamza Bakhashab occupa il secondo posto, cinque punti indietro, su una Ford e in coppia con l'irlandese Lorcan Moore; sta inseguendo un titolo regionale che suo padre Abdullah vinse nel 1995. L'eroe locale Shaker Jweihan è terzo assoluto e ha dominato MERC2 in modo incontrastato. La descrizione della serie dopo Oman e Qatar era "completamente aperta", e la Giordania è la prova che di solito chiude quella finestra.
Il percorso è compatto e brutale: una shakedown di 4,83 km giovedì, poi venerdì due passaggi ciascuno attraverso Shuna (15,25 km), Baptism (11,24 km), e Ma'in (16,87 km), con un raggruppamento a mezzogiorno al Dead Sea, prima della doppia corsa sabato attraverso Panorama (16,95 km), Suwayma (11,12 km), e Rawda (26,97 km). Rawda è la più lunga della rally e il finale della Power Stage, con punti bonus MERC in palio. Distanza competitiva totale: 196,80 km su 557,11 km di strada. Superficie: ghiaia, calda, carica di polvere.
Quello che trovo interessante dal punto di vista ingegneristico: 430 metri sotto il livello del mare significa pressappoco il cinque percento di aria più densa che sulla costa, il che aiuta sottilmente l'efficienza del turbocompressore ma penalizza gli intercooler. La polvere qui è fine e salina, esattamente il micro-abrasivo che si insinua sotto qualsiasi margine di film non sigillato correttamente in corrispondenza della portiera e della zona del passaruota.
Le aspettative rispetto alla realtà dipenderanno dal fatto che Al-Atya possa convertire la consistenza in una vittoria o se il record di Al-Attiyah si estenda ulteriormente. Riepilogo: 14-16 maggio 2026; Dead Sea e Jordan Valley, Giordania; terza prova MERC; 17 partenti, 10 nazioni; 196,80 km cronometrati; ghiaia; campione difensore Al-Attiyah.













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